Gianmatteo Ferrari: "I media occidentali si comportano oltraggiosamente"

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Gianmatteo Ferrari by Igor StarkovGianmatteo Ferrari viene intervistato dalla giornalista Daria Andreeva per il giornale: Газета «Культура»


1. Al giorno d'oggi quali sono le priorità da realizzare (affrontare) per "la Lega Nord" e per il vostro reparto che voi rappresentate - Lega Lombarda? 

Ad oggi la Lega Nord ha l’obiettivo fondamentale di far tornare l’Italia ad essere uno stato sovrano, libero ed indipendente da Bruxelles a livello governativo, economico e politico.

La moneta unica così come il pensiero unico, atlantista e mondialista hanno fallito. Questa Europa serva delle banche, delle lobby e delle multinazionali deve essere superata e si deve ricostruire una vera Europa dei popoli e delle nazioni ognuna libera, indipendente e sovrana.

In quest’ottica la Lega Lombarda combatte affinché la Lombardia diventi una regione autonoma in un contesto di una Italia federale ed indipendente.

 

2. Dal suo punto di vista, crescerà la forza della Lega nord in Italia e delle altre forze italiane nazionaliste e conservatore (in particolare del movimento 5 stelle)?

 La Lega Nord è destinata a veder crescere il proprio consenso. Per assurdo oggi un movimento federalista nato al nord è rimasta l’unica forza politica che ha a cuore il benessere dell’intero popolo italiano.

I mondialisti di Bruxelles o si sconfiggono tutti insieme, da nord a sud, o non li si sconfigge.

Per quanto riguarda altri movimenti politici, per correttezza, non mi esprimo.

 

3. Il 4 dicembre in Italia si svolgerà il referendum costituzionale, a che tipo di modifiche lei si aspetta da lui?

Il Referendum costituzionale voluto dal mai eletto Renzi è una TRUFFA ai danni del popolo italiano. Non è stato scritto dal parlamento ma dal governo sotto dettatura delle lobby, delle banche e della multinazionali americane.

Mi aspetto che il referendum non passi e che vinca il NO per dare un messaggio forte e chiaro. Renzi deve dimettersi.

 

4. Ci parli (racconti) dello stato Padania. Perché è diventata una domanda attuale il fatto di fornire alle province settentrionali più indipendenza dal centro? È solo per i motivi economici? Ci sono per caso delle differenze sociali e culturali nel Nord e Sud d'Italia?

La Padania è l’insieme di alcune regioni del Nord Italia voluta da Bossi 20 anni fa. Queste regioni, Lombardia e Veneto in testa, producono la maggior parte del PIL Italiano versando alle casse dello stato centrale miliardi e miliardi di euro ma non ricevendo indietro i servizi richiesti dai cittadini. Diamo 100 e riceviamo 10. Il popolo è stanco di questa situazione.

Ma oggi le cose sono cambiate a livello politico. Come detto prima, o l’Italia esce tutta da nord a sud da questa situazione o non ne esce. Dopo che ci siamo ripresi la nostra sovranità e la nostra libertà da Bruxelles allora possiamo anche parlare di una Italia federale composta da 3 macro regioni come teorizzato dal giurista e politico Gianfranco Miglio, ideologo della Lega Nord.

 

5. Il movimento per l'abolizione delle sanzioni contro la Russia è più evidente in Italia che nei altri paesi europei (i parlamentari di 4 regioni - Veneto, Toscana, Liguria, Lombardia hanno approvato una risoluzione di riconoscimento della Crimea come Russia) Perché?

Proprio grazie alla Lega Nord e alla nostra associazione Lombardia Russia che fin da subito si sono battute per far capire alle persone la verità.

Abbiamo fatto un lavoro incredibile di informazione e, per fortuna, sta dando i suoi frutti. A questo aggiungiamoci il fatto che Lombardia e Veneto sono governate dalla Lega Nord, e in Liguria siamo al governo in coalizione.

E’ quindi normale e naturale che queste regioni siano contro le sanzioni alla Russia benché, faccio notare, dovrebbero esserlo tutte le regioni visto che tutto il “sistema Italia” ha perso fin ora diversi miliardi di euro per colpa di queste assurde, inutili e folli sanzioni volute dagli atlantisti e dai mondialisti per piegare l’Europa e dividerla dal suo alleato naturale: la Russia

Per quanto riguarda poi la Crimea il discorso non cambia. In Ucraina c’è stato un colpo di stato. Quando avviene un colpo di stato la costituzione decade e il popolo può e deve essere libero di scegliere se stare con i golpisti o proclamare tramite un referendum l’autodeterminazione dei popoli. Garantita dal diritto internazionale.

In Crimea un libero e regolare referendum ha sancito che la il popolo non voleva stare con i golpisti. Hanno quindi deciso in piena libertà ed autonomia di separarsi dall’Ucraina per poi annettersi alla Russia.

Per noi questo processo è una cosa che ogni popolo dovrebbe poter fare e quindi per noi la Crimea è Russia. Del resto la Crime è Russia da sempre e sempre lo sarà.

 

6. Com'è cambiata l'Italia dalla crisi migratoria e dalle minacce del terrorismo? (Come ha influito la crisi migratoria e le minacce del terrorismo sull'Italia)

La crisi migratoria è stata voluta dagli atlantisti e dai mondialisti. Il governo Renzi ci ha solo sguazzato facendo guadagnare miliardi alle loro cooperative che accolgono questi clandestini.

Il ministero dell’interno ha dichiarato che il 90% delle domande di asilo vengono respinte. Il sistema Italia è al collasso per colpa di un governo di incapaci che prende ordini da Bruxelles.

Se non cambiamo in fretta vedo molto brutta la situazione.

 

7. Ci racconti delle attività dell'Associazione culturale Lombardia Russia, cosa siete riusciti ad implementare? Perché l'accento è stato messo proprio sulla cooperazione culturale?

L’associazione culturale LombardiaRussia nasce per amore del popolo lombardo e del popolo russo. Siamo nati il 5 febbraio 2014 pochi giorni prima del golpe in Ucraina.

Avremmo dovuto occuparti solo di eventi culturali ma ci siamo trovati a dover fare anche un “lavoro” che non era previsto. Ovvero fare informazione. Si perché i mass media occidentali sono una cosa scandalosa. Sono tutti o quasi asserviti ai diktat mondialisti e non hanno mai riportato la verità.

Oltre a questa attività abbiamo implementato anche forum, congressi, gruppi di discussione, concerti con ospiti illustri quali ministri piuttosto che imprenditori, filosofi o giornalisti.

Il ritorno da parte della gente è sempre stato molto positivo e le nostre conferenze hanno sempre avuto il tutto esaurito.

Tutto questo viene fatto con le sole nostre forze, senza l’aiuto di nessuno per questo ci tengo a ringraziare anche il presidente Gianluca Savoini e il segretario Luca Bertoni per il lavoro che quotidianamente riusciamo a fare.

 

8. La Russia e l'Italia sono legate da tanto tempo nella politica, economia e nei legami culturali. Al giorno d'oggi cosa hanno in comune la Russia e Italia, quale sono le sfide in comune che hanno davanti i nostri paesi?

Entrambi i paesi hanno una grande storia. La Russia aveva perso la sua tradizione durante il periodo sovietico, lo ha ritrovato oggi grazie alla guida del Presidente Putin. L’Italia sta vivendo oggi la sua unione sovietica, una unione sovietica europea.

La sfida della Russia è restare libera ed indipendente rispetto i poteri mondialisti ed atlantisti la sfida dell’Italia è quella di tornare ad essere libera ed autonoma.

 

9. Come lei percepisce e interpreta l'idea di una Terza Roma?

La Prima Roma era quella storica, faro di civiltà del mondo classico. La Seconda Roma fu rappresentata dalle capitali del sacro Romano Impero medievale, dove imperatori quali Federico II di Svevia venne definito dai contemporanei e anche dai posteri “stupor mundi”. Un mondo tradizionale, basato sulle tre categorie del contadino, del monaco e del guerriero, i veri pilastri del Medioevo, che fu tutt'altro che un periodo buoi (sia pur molto duro e crudele in certi aspetti). La Terza Roma è Mosca, oggi più che duecento anni fa, quando alcuni pensatori e scrittori tradizionalisti russi coniarono questo termine. La continuità di Mosca e della Russia con il pensiero identitario e tradizionale europeo oggi può sicuramente farci guardare a Mosca come alla terza Roma, perché purtroppo delle altre due restano soltanto simulacri archeologici e anime morte. In Russia oggi vive la vecchia Europa.

 

10. Quali sono i motivi degli italiani e i suoi di simpatizzare la Russia?

Il popolo russo è un popolo fiero, di cultura, di lavoratori. Legato alle proprie radici, alle proprie tradizioni, alla propria terra. Esattamente come il popolo italiano. Penso siano questi temi fondamentali che leghino e rendano simpatici i nostri popoli.

Personalmente ho cominciato ad occuparmi di Russia e a seguire le sue vicende storico-politiche dalla fine degli anni ’80, per ovvie ragioni anagrafiche prima non potevo.

Ho continuato a seguire la storia russa fino a riuscire ad andare a Mosca per la prima volta intorno al 2000 e da lì è sbocciato un vero e proprio amore per il vostro popolo, la vostra cultura e la vostra terra.

 

11. La Lega Nord, Lombardia Russia, così come altri simili movimenti europei "Pro-russi", sono accusati del fatto che essi operano con il sostegno finanziario del Cremlino, lei come può commentare questa cosa?

La commento dicendo che mi piacerebbe molto fosse vera. Ma come tutte le cose dette dai mass media occidentali non corrisponde a verità.

Né la Lega Nord né Lombardia Russia hanno mai visto un rublo. Noi combattiamo la nostra battaglia di libertà ed indipendenza perché siamo convinti di essere nel giusto, non per un tornaconto economico.

Per questo vinceremo.

 

12. In Europa, sempre più forte si sentono le voci dei euroscettici, dei anti-globalizzazione, dei continentali, dei sovranisti, separatisti europei e così via. Come unire tutti questi movimenti, che hanno diverse visioni politiche, ma un unico obiettivo - di salvare la vera Europa? Cosa fa personalmente (di cosa si occupa) la vostra associazione in questa direzione?

L’universo di chi vorrebbe una vera Europa dei popoli è variegato da diverse realtà. La prima e fondamentale cosa da fare è togliersi di dosso le etichette create ad arte per farci litigare.

Destra, sinistra, centro…non hanno più ragioni di esistere queste divisioni. Si deve capire che l’obiettivo è comune e si deve quindi marciare tutti insieme fino al raggiungimento dello stesso.

Dopo, una volta demolita questa Europa serva di banche e lobby e creata una vera Europa dei popoli, si potrà decidere, nazione per nazione, regione per regione, popolo per popolo le diverse forme di governo che meglio si addicono al volere dei cittadini.

La nostra associazione, tra le altre cose, si occupa anche di questo. Cercare di creare coesione attorno al progetto di Europa dei popoli che va da Lisbona a Vladivostok, facendo capire alle persone che si deve guardare oltre e si deve andare oltre se si vuole preservare la nostra storia, le nostre radici, la nostra cultura.

Come diceva Tolkien le radici profonde non gelano. E noi dobbiamo salvare le nostre radici.

 

Fonte: Газета «Культура»