Salvini a Mosca: “No” alle sanzioni

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salvinisavoinidamicoSulla scia dei consolidati rapporti che intercorrono tra la Lega Nord e la Federazione Russia, Matteo Salvini, accompagnato dall’onorevole Claudio D’Amico e da Gianluca Savoini presidente dell’Associazione Lombardia Russia, è tornato a Mosca.

Per il leader della Lega la giornata del 18 novembre è stata sicuramente densa d'impegni: in mattinata ha incontrato personaggi politici di alto profilo, poi, nel pomeriggio, ha tenuto una conferenza stampa all'agenzia Ria Novosti. Appuntamento di spicco per capire quali, secondo Matteo Salvini, le ragioni per votare "No" al referendum costituzionale del 4 dicembre in Italia.

"Se devo scegliere un motivo su tutti è perché l'Unione Europea, la protagonista delle sanzioni, della black list, di tutte le direttive sbagliate.. con questa riforma entrerebbe per 12 volte nella carta costituzionale italiana. A parole il nostro premier si ribella alle scelte di Bruxelles, ma, nei fatti, le scelte di Bruxelles le infila 12 volte in costituzione. Per noi sarebbe una perdita di sovranità e di libertà inaccettabile". Esplicita anche la posizione della Lega qualora, dopo il referendum, in caso di vittoria del "No" si arrivi a formare un nuovo governo.  — Se vince il "No" e cadrà il governo i 5 stelle si stanno già preparando a formare una squadra di governo. E voi come lega cosa vi apprestate a fare? — Se i 5 stelle si stanno preparando noi siamo già pronti.

Oltre a chiarire le ragioni del "No", impossibile nel corso della conferenza stampa non toccare anche tematiche di portata internazionale come: l'elezione di Donald Trump, il riconoscimento della Crimea, la questione delle sanzioni, il rapporto con la NATO e la lotta al terrorismo islamico.

— Abbiamo incontrato stamattina il dottor Mudarov, vice premier della Repubblica di Crimea, l'onorevole Seleznev con il cui stiamo lavorando per un accordo di partnership tra Lega e Russia Unita, abbiamo incontrato l'onorevole Zubarov, abbiamo incontrato diversi rappresentanti della comunità italiana. È la prima visita ufficiale dopo l'elezione di Donald Trump negli Stati Uniti d'America. A me piacerebbe che proprio in Italia avvenisse il primo incontro tra Mr. Putin e Mr. Trump per rinnovare un nuovo tipo di rapporti e di relazioni tra Russia e Stati Uniti, tra Russia e Unione Europea, tra Russia e Italia, togliendo le sanzioni e riconoscendo la Repubblica di Crimea. Tornando a riconsiderarla come Russia e come un partner politico e commerciale. Mi pare che questa sia la nostra quarta visita. All'inizio ci accusavano di omaggiare, sostanzialmente, una "dittatura", adesso si rendono conto che il vento del cambiamento sta soffiando forte. Questa, spero, sia l'ultima visita alla Russia sanzionata.

Fummo la prima delegazione occidentale a visitare la Crimea dopo il suo referendum. Il mese scorso rappresentati della Lombardia, del Veneto, della Toscana, della Liguria sono tornati in Crimea. Sicuramente le elezioni americane porteranno un clima più disteso, io mi auguro anche al riconoscimento di questa realtà. Però se il diritto internazionale fosse tale non avrebbe dovuto aspettare l'elezione di Mr. Trump visto che, sia la Carta ucraina,che la Carta di Crimea riconoscevano ai cittadini la libertà di scelta. Se l'Unione Europea e gli organismi internazionali fossero organismi liberi la Repubblica di Crimea sarebbe già stata riconosciuta. La sconfitta della Clinton da questo punto di vista è un ottima notizia e mi auguro che da qui a breve arrivi anche la sconfitta  di Matteo Renzi, così saremo apposto.

Matteo Salvini ha ribadito anche la sua totale contrarietà al regime delle sanzioni conto la Russia:

— Bisognava bloccarle sul nascere. Bisognava opporsi non a parole ma coi fatti. Io so che più di una volta rappresentanti del governo sono arrivati in Russia promettendo cose che poi non hanno mantenuto, penso a Renzi penso alla Mogherini. Noi non faremo lo stesso errore io ricordo che, stando alle stime più basse, al sistema produttivo italiano le sanzioni e le controsanzioni sono costate almeno 6 miliardi di euro rovinando interi settori produttivi, nello stesso periodo, invece, qualcuno ha aumentato i suoi scambi commerciali con la Russia. Questo qualcuno si trova oltreoceano. È evidente che è stata una scelta suicida dell'Europa e in modo particolare dell'Italia. Noi, dove governiamo: comuni e regioni, abbiamo approvato documenti per superare, o per eliminare queste sanzioni, purtroppo l'Italia non è ancora una federazione, ha uno stato centrale che decide per tutti. I nostri sindaci e i nostri governatori sarebbero ben lieti di poter, già domani, tornare ad aprire canali commerciali diretti. — Qual è la posizione della Lega nei confronti del rapporto tra Russia e Nato?

— Noi non saremo più servi perché un conto è far parte di un alleanza tra pari, un conto è essere i servi e l'ultima ruota del carro di un'alleanza che ormai non ha senso, che evidentemente va rivista. Se avesse senso si occuperebbe della difesa dei confini mediterranei e della lotta all'ISIS e non di schierare, missili, aerei ai confini della Russia. Un altro dossier che affronteremo quando saremo al governo sarà l'aggiornamento o anche il superamento della partecipazione a un'alleanza che lo stesso neo eletto Donald Trump  considera da rivedere o da superare.

— L'Italia prenderà parte a un eventuale esercito europeo?

— Dal mio punto di vista assolutamente no. Tutto quello che è espropriazione di democrazia e di sovranità è in esatto contrasto con la libertà dei popoli. Non funziona la moneta unica, questa Unione non è in grado di difendere i suoi confini, figuriamoci se è in grado di mettere insieme un esercito europeo. Mai approveremmo una scelta del genere.

Si è parlato anche di terrorismo internazionale ecco le posizioni di Matteo Salvini per debellarlo: — Attaccarlo alla radice, facendo quello che ha fatto Putin prima di altri. Andando in Siria mettendoci la faccia, mettendoci gli uomini, rischiando in prima persona, non ha parole, non con gli appelli, non con i tavoli… Con certi soggetti il dialogo è inutile, è impossibile, occorre solo la forza.

Dopo la conferenza stampa, il leader della Lega ha concluso la sua fitta agenda all'hotel Golden Ring dove in un clima di cordialità ha incontrato numerosi italiani residenti a Mosca, la maggior parte di loro: uomini d'affari, persone che lavorano all'espansione del Made in Italy in Russia.. tutte persone che continuano a vivere sulla propria pelle gli effetti della sciagurata politica sanzionatoria contro la Russia. Una riunione, quindi, "drammaticamente" significativa per la sua carica di "vissuto" e per le problematiche concrete che sono emerse.  

Tutti auspicano che possa presto terminare "questo regime di democrazia sospesa, di commercio interrotto, di mancati pagamenti di triangolazioni..". La soluzione come ha ribadito lo stesso Salvini è collegata anche al "No" al referendum: "Il nostro è un "no" che è una precondizione per il sì". Il "sì" per governare.

di Eliseo Bertolasi

Fonte: Sputnik Italia