Ivan Bianchi primo fotografo a San Pietroburgo

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Ivan Bianchi SpB Monumento equestreLe prime foto di San Pietroburgo? Furono scattate dal ticinese Ivan Bianchi nel 1852.

Alla galleria d’arte di Mosca Multimedia Art Museum il 26 febbraio è stata inaugurata la mostra con le opere dell’artista italo - svizzero, pioniere della fotografia in Russia. Ad accorrere alla sala espositiva un pubblico molto numeroso e curioso, infatti, vedere le prime foto della capitale nordica della Russia è emozionante, e inoltre scattate da un artista straniero! Le fotografie in mostra sono conservate nell’archivio Ivan Bianchi presso il Centro culturale “Il Rivellino” di Locarno, guidato da Jean Olaniszyn e dai fratelli Arminio e Paolo Sciolli.

A presentare al pubblico russo le foto dell’artista ticinese, che segnò trent’anni della storia della fotografia in Russia, è stato il direttore de “Il Rivellino” Arminio Sciolli. Ecco a voi l’intervista che ha gentilmente rilasciato a “La Voce della Russia”.

- Qual è l’importanza di Ivan Bianchi per le nostre culture?

- Ivan Bianchi innanzitutto è il primo fotografo a San Pietroburgo. È un fotografo di opere architettoniche molto legato a tutti gli italiani e gli italiani-svizzeri. All’epoca non esistevano né l’Italia né quella Svizzera che conosciamo oggi. Vivevano tutti a San Pietroburgo nel quartiere italiano, nella via Italianskaya. Bianchi era pagato per i suoi servizi dagli architetti, senza essere molto cosciente che poi un giorno le sue foto sarebbero diventate degli oggetti di museo.

- Possiamo dire che Bianchi è un anello che lega questi tre Paesi: l’Italia, La Russia e la Svizzera?

- Il popolo italiano si è unito solo 150 anni fa. Bianchi sarebbe nato in Austria addirittura. Prima era suddito dell’imperatore austriaco, essendo nato a Varese. Non c’erano grosse differenze perché si sposavano tra di loro. Sua madre era del Ticino. Noi oggi vediamo che le frontiere non esistono. È un’invenzione nostra. La gente si sposava, si diventava amici. Per esempio la moglie di Quarenghi era ticinese. Si tratta di tutto un gruppo di artigiani, architetti, artisti che vivevano assieme in una comunità.

Nell’arte non esistono frontiere. Se prendiamo il ventesimo secolo: Picasso è un artista francese, Giacometti, nato nella Svizzera italiana, anche lui è un artista francese, perché fanno parte della scuola francese.

Prendiamo anche la pittura russa: tutta l’avanguardia russa e sovietica erano rappresentate da persone nate in Ucraina.

Le frontiere che ci siamo creati come essere umani e animali politici non sono quelle della nostra cultura e lingua.

La cultura conosce barriere ben diverse.

Fonte: La Voce della Russia